Un sogno chiamato Barcellona
Tutto è nato in un freddo sabato di fine novembre, quando i ragazzi e le ragazze del reparto Osiride hanno individuato un sogno comune: realizzare il campetto primaverile a Barcellona. Nonostante potesse sembrare qualcosa di irrealizzabile e complesso, ci siamo messi subito all’opera per trovare i fondi necessari e intraprendere un viaggio di questo tipo.
Gnocchi, sacrificio e spirito di squadra
È così che, a metà gennaio, è stata organizzata una serata a base di gnocchi fatti in casa e giochi (karaoke, calcio balilla, ping pong e molto altro). L’organizzazione ha richiesto grande sacrificio, ore di progettazione e preparazione, nonché tante mani pronte a impastare e cucinare. L’evento si è rivelato un successo: più di 150 persone servite e una forte cooperazione tra tutti i componenti del reparto.
La serata è stata anche un’occasione per far comprendere ai ragazzi il valore del denaro e il lavoro che spesso si cela dietro a ciò che si ha, evitando di darlo per scontato. È stato inoltre il primo momento in cui si è presa coscienza che, con impegno e una buona organizzazione, si può arrivare ovunque.
La macchina organizzativa si mette in moto
Successivamente si è passati alla progettazione del campetto, dividendoci in pattuglie e posti d’azione: c’era chi si occupava della logistica, chi della cambusa e chi delle attività. E poi, quasi senza accorgercene, è arrivato il momento della partenza.
L’abbraccio di Cerdanyola: un’accoglienza senza confini
Dopo 12 ore di viaggio notturno in pullman, siamo finalmente giunti a Barcellona. Da lì abbiamo raggiunto in treno Cerdanyola del Vallès, il comune limitrofo in cui avremmo dormito. Una volta arrivati, siamo stati accolti calorosamente dall’assessore e invitati in municipio: un momento significativo, basato sulla fratellanza e sulla cooperazione internazionale, reso possibile anche dal gemellaggio tra Collegno e Cerdanyola.
L’accoglienza della comunità locale è stata il vero fulcro di questa esperienza: un’opportunità per i ragazzi di vivere in prima persona l’ospitalità, la collaborazione e l’incontro tra popoli di culture diverse. La messa nella chiesa principale di Cerdanyola è stata un ulteriore momento importante: la seconda lettura è stata fatta da noi in italiano e, al termine della funzione, i dolci offerti dal parroco sono diventati simbolo di una comunità capace di accogliere, creare ponti e stimolare il dialogo.
Mappa alla mano: alla conquista della città
Il giorno successivo ci siamo recati a Barcellona, alla scoperta dei luoghi simbolo della città secondo lo stile scout. Con l’utilizzo della cartina, ogni squadriglia ha guidato l’intero reparto nei punti prestabiliti. La foto sotto la Sagrada Familia rappresenta il simbolo della realizzazione della nostra impresa di reparto: nata da un sogno comune e raggiunta con successo grazie all’impegno e alla progettazione.
Stanchi, felici e pronti a nuovi traguardi
Sul pullman di ritorno eravamo stanchi ma felici, cresciuti grazie alle esperienze vissute e con la speranza di poter rafforzare ulteriormente la collaborazione tra Collegno e Cerdanyola del Vallès.
“Sento nel profondo un desiderio nascere
è la voglia di partire che continua a crescere
verso l’orizzonte possiam camminare
ricorda che solo chi sogna può volare”

